Sui versi intonati da Antonello e Filippotto da Caserta (e il loro contesto)
Abstract
Lo studio prende in esame le opere di Antonello e Filippotto da Caserta, compositori italiani
attivi nell’orbita culturale della corte viscontea, noti per aver messo in musica in larga parte testi
poetici in lingua francese. Tale scelta appare riconducibile al più ampio contesto storico-politico
dello Scisma d’Occidente (1378-1418): emblematico è il caso della seconda veste musicale data
da Antonello a Biauté parfaite et bonté souvereinne, ballade di Guillaume de Machaut. La dialettica tra
Italia e Francia, tuttavia, non si esaurisce nella dimensione linguistica, ma investe anche il
linguaggio musicale, richiedendo un’analisi integrata del testo poetico e della sua realizzazione
sonora. Il contributo si concentra sulle possibili interferenze linguistiche e metriche, fra il versante
italiano e quello francese, riscontrabili nel corpus dell’Ars Nova, e in particolare nelle opere di
Antonello e Filippotto.
This study explores the work of Antonello and Filippotto da Caserta, Italian composers associated
with the cultural milieu of the Visconti court, who set a large number of French texts to music.
This artistic orientation appears to reflect the broader historical and political framework of the
Western Schism (1378-1418), exemplified in Antonello’s second musical setting of Guillaume de
Machaut’s ballade Biauté parfaite et bonté souvereinne. However, the Franco-Italian dynamic goes
beyond questions of language, shaping the music itself and calling for an integrated analysis of
both text and sound. The article focuses on potential linguistic and metrical interferences between
the Italian and French spheres, as evidenced in the Ars Nova corpus, and particularly in the works
of Antonello and Filippotto.
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